Rabbia a Licata, il grido d’allarme dei commercianti dopo gli allagamenti dal giornale di sicilia

Inserito da

Rabbia a Licata, il grido d’allarme dei commercianti dopo gli allagamenti

di

LICATA. Rabbia ma anche rassegnazione. Licata è città allagata, i danni non si riescono a quantificare. Due ore di pioggia hanno messo in ginocchio le attività commerciali del centro storico. I più danneggiati sono stati i commercianti della via Nazario Sauro e di piazza Gondar. «Che dire, sto buttando un furgone di merce – dice Paolo Carrubba, che in via Mogadiscio ha un negozio di autoricambi». L’ acqua piovana è entrata dentro l’ esercizio commercia leed ha danneggiato scatoloni interi di filtri ed altro materiale per le auto.

«Non posso certo vendere questa roba – dice il rivenditore con le lacrime agli occhi. La sto andando a buttare». Gli fa eco la signora Bonelli, moglie di Pietro Bennardo che proprio di fronte ha un negozio di biciclette.

«Ci stavamo riprendendo dai danni subiti dalla bomba d’ acqua di tre anni fa. Adesso siamo punto a capo. I danni? E chi li può quantificare. Guardi qui – aggiunge -, le biciclette le stiamo andando a buttare». Ieri era sabato e la banca San Francesco era chiusa. Dentro all’ istituto di credito, dalla vetrata esterna, si nota il fango che ha lasciato l’ acqua.

Nubifragio a Licata, le strade come fiumi in piena: le immagini – Video

Non è andato nessuno ad aprire. Domani si vedrà. In via Sauro c’ è anche il negozio Hi Tech. Telefonini, schede telefoniche, stampanti: tutto materiale reso inutilizzabile. Il proprietario, Lillo Drago, osserva quella merce che sta per andare a buttare tutto e si commuove. Chi pagherà i danni? «Alla fine La via Salso trasformata in un lago tutto ricadrà sulle nostre spalle» dice il rivenditore di apparecchi di telefonia mobile e fissa.

Crolli, strade chiuse, negozi e case allagate: inferno d’acqua a Licata – Foto

Enlarge

1 / 22

La pizzeria 80fame è rimasta chiusa. Il sabato è il giorno che si lavora di più, si fanno le pizze da asporto. Oltre al danno quindi la beffa. Il titolare non se l’ è sentita di aprire. Ha dovuto azionare una piccola idrovora per far uscire l’ acqua dal locale. Chiuso anche il negozio Formula uno. Vende capi di abbigliamento, o meglio vendeva. Perché la merce è rimasta inzuppata di fango. Dall’ altra parte, in via Mogadiscio c’ è Carlo Buccoleri.

dal giornale di sicilia

DAL GIORNALE DI SICILIA IN EDICOLA. PER LEGGERE TUTTO ACQUISTA L’EDIZIONE DI AGRIGENTO DEL QUOTIDIANO O SCARICA LA VERSIONE DIGITALE

Notizie : PALMA-Il piu grande yacht del mondo 'Sailing Yacht A' esplora le nostre coste

Informativa: Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy (leggi di più). Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.Ok leggi di piu

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi