PALMA-CI LASCIA GIOVANNI BIVONA IL “MAESTRO DI VITA”

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Ieri dopo una lunga malattia si è spento GIOVANNI BIVONA il GRANDE “MAESTRO DI VITA” delle tante trasmissioni a TELEACRAS.

Se n’è andato lontano da quelle telecamere che, nel pieno degli anni 2000, gli hanno conferito un’inattesa popolarità ad Agrigento prima ed a livello nazionale poi, specie quando la sua singolare campagna elettorale per le provinciali del 2003 è stata ripresa anche dalle tv nazionali; si è spento Giovanni Bivona, uomo semplice e conosciuto in precedenza soprattutto per la sua abilità con le forbici essendo stato per anni barbiere ad Agrigento.
Un uomo della provincia e di grande umiltà, che ha strappato non poche risate agli agrigentini con un modo di proporsi forse fin troppo genuino ma che ne ha fatto, in fin dei conti, una vera e propria ‘maschera’ ed un personaggio che in televisione ha rappresentato tra ironia e finzione il classico ‘uomo della strada’ agrigentino.

 

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TU , Giovanni Bivona quell’uomo che non avrei mai pensato di trovare in un mondo di malizia e tornaconto. TU che stupivi la troupe con la completa assenza di cattiveria, di malizia…era strano pensarlo in un’epoca che vive di immagini e risultati ma tu riuscivi senza sforzo…mi sembrava strano scoprire pian piano quell’aspetto di te,dato che conoscevo solo la tua genuina ironia attraverso le tue apparizioni in tv, gli altri aspetti del tuo carattere erano spesso celati a schermo spento, ma tu eri veramente, esageratamente, sorprendentemente BUONO…si è questo il termine che iù ti si addice , BUONO. Spesso con i componenti dello staff, ci chiedevano il perchè delle tue fantastiche deduzioni che inesorabilmente ci spiazzavano, il perchè del tuo accondiscendere ad ogni situazione..la risposta dopo tante tesi , giungeva sempre allo stesso termine…” Giovanni è buono, non riesce a percepire la malizia, poichè lui non ne ha, non riesce a pensare male, poichè non è cattivo…ama il mondo buono, non ne vede la cattiveria” . Quante tesi hai espresso sulla vita, sul mondo, sulla gente, sulla sensibilità delle piante che tu umanizzavi, sul metabolismo della Terra che tu facevi diventare una persona di famiglia, quante risate ci hai regalato e quanti dubbi sull’esigenze tecnologiche, sullo sviluppo mondiale ci hai fatto venire…alla fine avevi sempre ragione tu ” i vulcani eruttano perchè il mondo non sta bene a causa delle guerre” ” Le piante piangono perchè sono più sensibili di noi” e mille altre, come l’ultima chicca che ci hai regalato nel giorno del matrimonio di tua figlia Francesca ” il rumore degli applausi non dovrebbe arrivare dalle mani ma dal cuore” . La tua generosità ce l’hai manifestata a tua insaputa, quando a Catania durante la registrazione di una puntata di B & B , col microfono acceso ,pensando che non registrassimo, sei andato da una signora che chiedeva l’elemosina e tu, con soli 20 centesimi in tasca , insistevi affinchè li accettasse. Non riuscivamo a fare uno sketch uguale all’altro poichè non volevi seguire mai un copione, infatti mi facevi impazzire in montaggio, mi hai fatto fare la palestra mentale più grande e magica che un montatore può sostenere ” ridurre a 6 minuti, uno sketch di un’ora girato con Giovanni Bivona…è vero e di ciò adesso ti ringrazio, è proprio come dicevi tu ” Non preoccuparti Giuseppe, io lo faccio perchè tu possa irrobustire il muscolo del tuo cervello per essere più forte nella vita di montatore e se non perderai la pazienza sarai più paziente anche nella vita” . Tu , Giovanni, mi hai insegnato una grande differenza fra l’essere colti e l’essere sottilmente intelligenti, tu eri la seconda opzione…esprimevi delle genialate che solo una mente pura e depurata dalla cattiveria e dalla cultura poteva opinare..guardavi e andavi oltre le normali e consuete opinioni. Tagliarsi i capelli da te era un’ora di viaggio dentro lo spettacolo delle tue idee, viaggiare in auto con te era chiedere continuamente ” voglio una telecamera accesa…datemi una telecamera che ciò che dici è poesia irripetibile” . Si , irripetibile poichè tu eri mille volte più forte a camere spente che davanti l’obiettivo,ogni tua giornata poteva essere un’esilrante puntata, come quella volta che in aeroporto volevi passare di fianco al metal detector per dare la precedenza ad una signora, o in aereo perchè mi avevi visto affamato ,chiedesti all’hostess se potesse sbigarsi con la colazione perchè il tuo amico aveva fame. Eri buono e lo mostravi anche con qusete piccole grandi cose. L’ultimo esempio che ci hai lasciato è di appena quattro giorni fa, al matrimonio di Francesca, nel quale tu eri il papà della sposa, quando pur con le tue sofferenze, non hai neanche per un attimo spento il tuo sorriso,hai sopportato ,donando luce, il peso della tua fatica e in quell’occasione è stato bellissimo poter sentire da un mio collaboratore ” Ragà, Giovanni mi ha insegnato una grande cosa oggi, ha sofferto senza battere ciglio e non si è lamentato di nulla nonostante la sofferenza….picciò Bivona un grande è “. Ti saluterei come avresti fatto tu ” grazie che ti ho conosciuto”

 

 

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