PALMA-Una troupe della trasmissione Le Iene a Palma Di Montechiaro

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Una troupe della trasmissione Le Iene, in onda su Italia 1, questo pomeriggio è arrivata a Palma di Montechiaro per intervistare l’ex Sindaco Rosario Gallo e il dimissionario Pasquale Amato.

L’inviato di Mediaset , Michele Cordaro, con i due ex amministratori palmesi ha parlato dell’acquisizione da parte del comune del Castello di Montechiaro.

La società Vallesinella s.a.s., con atto del 28/12/1972, aveva acquistato dagli eredi di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il terreno (fichidindieto, specifica il rogito notarile) contenente i ruderi dell’antico Castello di Montechiaro. A partire dalla fine degli anni ottanta il Comune di Palma di Montechiaro aveva manifestato alla ditta proprietaria l’intendimento di acquistare il Castello, ma la trattativa era rimasta infruttuosa, per il mancato accordo sul prezzo offerto dall’ente locale, come da stima effettuata dall’Ufficio  del Territorio di Agrigento.

Dieci anni dopo, dopo tante infruttuose trattative con la proprietà; dopo varie ordinanze sindacali con le quali era stata disposta la chiusura del castello, che intanto crollava a pezzi; dopo varie diffide, anch’esse infruttuose, della Soprintendenza ai proprietari per l’esecuzione di urgenti interventi di consolidamento e restauro; nell’inerzia dell’Assessorato regionale ai BB.CC., non immediatamente disponibile a finanziare l’intervento sostitutivo in danno della ditta proprietaria inadempiente, provvedeva il Comune, tra il 2000 ed il 2001, a finanziare, per 1 miliardo e 800 milioni di lire, il progetto di restauro conservativo redatto dalla Soprintendenza e ad appaltarne l’esecuzione, affidando la direzione dei lavori alla stessa Soprintendenza. Per dare corso ai lavori il Comune avviava la procedura espropriativa, ma ometteva di dare comunicazione ai proprietari di tale avvio del procedimento.

Nella vicenda la controparte è stata sempre la stessa, Vallesinella sas. In realtà, dopo la procedura espropriativa, a causa iniziata, sono usciti dalla società i soci precedenti (Spatafora) ed è entrato Roberto Bilotti Ruggi D’Aragona. Quest’ultimo non aveva niente da spartire con la proprietà del Castello e con la sua storia, se non per il fatto di essersi immesso nella società, dopo che il castello era stato espropriato dal Comune, nel tentativo di acquistarne la proprietà per via giudiziaria, approfittando di una carenza formale commessa nell’avvio della procedura espropriativa. Vallesinella non aveva titolo valido per difendere la proprietà del bene, che ha lasciato colpevolmente in rovina per alcuni decenni, fino al pericolo del collasso definitivo. Il sig. Bilotti non aveva alcun titolo morale, come potrebbe accampare chi difende un bene suo o appartenuto alla sua famiglia, avendo tentato una operazione speculativa di acquisizione, per via giudiziaria, dopo che il castello era stato espropriato. Nonostante ciò, il sig. Bilotti e Vallesinella sas hanno trovato inusitato sostegno da parte di alti funzionari dell’amministrazione regionale dei BB.CC., colpevolmente messisi al loro servizio, con atti ed azioni che potevano nuocere nella delicata vicenda giudiziaria in corso. COSÌ COME SCRITTO SUL SITO ISTITUZIONALE DEL COMUNE DI PALMA DI MONTECHIARO.

Oggi ci sarebbe un nuovo ricorso presentato dalla società Vallesinella contro il comune che porta alla luce la cattiva gestione da parte dell’ente del castello. La stessa motivazione che il comune aveva scritto nell’ordinanza di chiusura della struttura.

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